[Prima visione] Transformers - L'ultimo cavaliere

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Giorgio Konstitution
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[Prima visione] Transformers - L'ultimo cavaliere

Messaggioda Giorgio Konstitution » 30/07/2017, 13:43

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“Transformers - L’ultimo cavaliere” è il quinto film “live action” della saga dei Transformers, il secondo della seconda trilogia che vede Cade Yeager (Mark Wahlberg) come principale personaggio umano.
Nel prologo, ambientato nell’anno 484, Artù e i suoi cavalieri (con armature assolutamente anacronistiche, ma del tipo che ci si aspetta quando si è in tema di romanzi cortesi) stanno affrontando le soverchianti forze sassoni in quella che sembra essere un battaglia votata al suicidio, ma l’arrivo di Merlino (non un vero mago, ma un ubriacone impenitente che tuttavia ha delle risorse nascoste) accompagnato da un enorme drago metallico a tre teste, che si scompone poi in dodici robot dall’aspetto di cavalieri in armatura, volge le sorti in favore della Tavola Rotonda.
Qualche tempo dopo le vicende mostrate ne “L’era dell’estinzione”, i robot alieni sono stati dichiarati illegali in tutti i paesi del mondo, tranne che a Cuba. Alcuni tra i Decepticon più cattivi sono detenuti negli Stati Uniti in strutture di massima sicurezza, ma Megatron è a piede libero. Bumblebee, Drift, Hound, Crosshairs e i Dinobot si nascondono in un cimitero di auto usate nel Dakota del Sud assieme a Cade. Optimus Prime vaga nello spazio in ricerca dei suoi creatori e arriva su Cybertron, dove incontra una sorta di divinità meccanica, Quintessa, che lo esorta a far rivivere il suo pianeta risucchiando tutta l’energia dal nucleo terrestre, plagiandolo e trasformandolo in Nemesis Prime. Nel frattempo Cade, che è stato individuato dalla forza internazionale che dà la caccia ai Transformers, deve fuggire dal suo nascondiglio assieme ad un'orfana ispanica che si è arrogata la missione di prendersi cura dei robot abbandonati (tra cui un piccolo Transformer-Vespa Piaggio) ed è costretto ad accettare l'invito del nobile inglese sir Edmund Barton (Anthony Hopkins), membro della confraternita dei Witwiccan che da secoli collabora segretamente coi Transformer per proteggere la Terra. Infatti, Cade ha ricevuto da un Transformer morente una sorta di talismano che fa di lui "l'ultimo cavaliere" e che potrebbe essere la chiave per recuperare il Bastone di Merlino, che potrà salvare in nostro pianeta oppure distruggerlo (se cadesse nelle mani sbagliate).
L'idea di una storia parallela tenuuta nascosta, nella quale i robot trasformabili avrebbero avuto un grande ruolo, è intrigante, ma va a cozzare contro lo spirito dei primi film, in cui la collaborazione tra umani e Autobot era stata presentata come un avvenimento del tutto nuovo. Inoltre, la scoperta del relitto cybertroniano sulla Luna (citata anche in questo film) avrebbe dovuto essere interpretata alla luce di questi fatti. Altri rimandi alla prima trilogia sono la presenza di William Lennox (Josh Duhamel), militare ora ufficialmente nemico degli Autobot ma che dimostra ancora fiducia verso di loro, dell'ex agente Simmons (John Turturro), che ora fa la bella vita a Cuba, e di Sam Witwicky (Shia Laboeuf, ma solo in fotografia nella galleria dei Witwiccan). Stanley Tucci, che ne "L'era dell'estinzione" interpretava un imprenditore ispirato a Steve Jobs, in questo film è Merlino, quasi a stabilire un parallelismo tra i due personaggi.
Trovo che l'interpretazione di Mark Wahlberg fosse molto più intensa nel capitolo precedente. Sugli attori "umani" giganteggia, com'era prevedibile, Anthony Hopkins, il cui personaggio ispira subito simpatia; egli ha un robot "maggiordomo-ninja", grande quanto un essere umano, che dice essere "un Headmaster, una razza molto rara", riferimento alla serie animata
Per quanto riguarda Laura Haddock nei panni di Vivian Wembley, la giovane accademica discendente di Merlino prima scettica poi convinta di essere la depositaria del potere del Bastone, si ricorda più che altro per i suoi occhioni celesti, che rimandano a quelli di Megan Fox nei primi due episodi della serie.
Visivamente il film è molto spettacolare, forse anche più degli altri, ma i combattimenti finali durano troppo a lungo. L'idea che tra i due pianeti - Cybertron e la Terra - uno debba soccombere era già stata sfruttata, con modalità un po' diverse, in "Transformers 3". In quel film Cybertron appariva più grande della Terra, al punto da includerla completamente nella sua struttura ad alveare, ma qui Cybertron sembra invece molto più piccolo.
Un altro punto (per me) di demerito è che si è fatto un altro passo in direzione dell'"umanizzazione" dei robot, che assumono caratteristiche sempre più umane (ad esempio facendone dei "cavalieri giganti") che non hanno molta ragion d'essere in creature che, in fondo, sono pur sempre di metallo, non di "carne e sangue", per quanto siano senzienti e, si potrebbe dire, "con un'anima". Questa deriva è stata presente più o meno in tutte le serie dei Transformers a partire dalla "Generazione Uno", ma mai in termini così accentuati.
Per tutti questi motivi, per me "L'ultimo cavaliere" è un prodotto assai deludente.

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